Bicentenario

 

 

Fonte: http://www.bicentenario.donboscoitalia.it/ 

 

16 Agosto 2014 - 

 

MESSAGGIO D'APERTURA DELL'ANNO DI CELEBRAZIONE DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DI DON BOSCO

 

Ángel Fernández Artime, sdb
Rettor Maggiore

 

199 anni fa, un giorno come oggi, veniva al mondo un bambino, Giovanni Melchiorre Bosco, proprio in queste stesse colline, figlio di umili contadini. 

        Oggi noi, volendo dar inizio al Bicentenario di questo storico evento, rendiamo grazie a Dio per il suo mirabile intervento nella Storia, e ancor più in concreto in questa storia, incominciata sulle colline dei Becchi.


        Nel primo articolo delle Costituzioni della Congregazione Salesiana, si dichiara che "Con senso di umile gratitudine, crediamo che la Società di San Francesco di Sales è nata non da solo progetto umano, ma per iniziativa di Dio... Lo Spirito Santo suscitò, con l'intervento materno di Maria, Don Bosco. Formò in lui un cuore di padre e maestro, capace di una donazione totale (...), e la Chiesa ha riconosciuto in questo l'azione di Dio, soprattutto approvando le Costituzioni e proclamando Santo il Fondatore".


        Il carisma salesiano è un regalo che Dio, attraverso Don Bosco, ha fatto alla Chiesa e al Mondo. Si è formato nel tempo, fin da quando stava seduto sulle ginocchia di Mamma Margherita, poi con l'amicizia di buoni maestri di vita e, in particolar modo, nella vita quotidiana in mezzo ai giovani.


        Oggi ci troviamo qui come Famiglia di Don Bosco, Famiglia Salesiana, accompagnati da tante autorità civili ed ecclesiastiche, amici di Don Bosco, e giovani. Sulle stesse colline che l'hanno visto nascere, proclamiamo l'inizio delle celebrazioni di questo Bicentenario della nascita del nostro "padre e maestro", che avrà, come punto di arrivo, dopo tre anni di preparazione e uno di celebrazioni, il prossimo 16 agosto del 2015, quando festeggeremo i duecento anni della sua presenza nella Chiesa e nel mondo intero, per il bene dei giovani.


        Il Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco è un anno giubilare, un' "anno di Grazia", che vogliamo vivere come Famiglia Salesiana con un senso di gratitudine al Signore, con un senso di umiltà ma anche di grande gioia, consapevoli che è stato il Signore a benedirci con questo bellissimo movimento spirituale apostolico fondato da Don Bosco e sotto la guida di Maria Ausiliatrice, che chiamiamo oggi "Famiglia Salesiana".


        È un anno giubilare per più di trenta gruppi che fanno già parte di questa nostra grande Famiglia, e per molti altri che, ispirandosi a Don Bosco, al suo carisma, alla sua missione e spiritualità, sperano presto di entrare a farne parte.


        È un anno giubilare per tutto il Movimento Salesiano che, in vario modo, fa riferimento a Don Bosco con le proprie iniziative, azioni, proposte, e nel proprio cammino condivide la spiritualità e gli sforzi per il bene dei giovani, in particolar modo per quelli più sfortunati.


        Questo Bicentenario vuole essere per tutti noi, e in particolar modo per il mondo salesiano, non solo un momento di festa senza riferimenti trascendentali, ma una preziosa occasione che ci è offerta per guardare al passato con gratitudine, al presente con speranza, e per sognare il futuro di missione evangelizzatrice e educativa della nostra Famiglia Salesiana con forza e novità evangelica, con coraggio e sguardo profetico, lasciandoci guidare dallo Spirito che sempre ci sarà accanto nella ricerca di Dio.


        Crediamo che questo Bicentenario sarà realmente un'opportunità di vero rinnovamento spirituale e pastorale per la nostra Famiglia, un'occasione per rendere più vivo il carisma e rendere più attuale Don Bosco, come lo è sempre stato per i giovani. Crediamo che sarà un'opportunità per vivere con rinnovata convinzione e forza la Missione che ci è stata affidata, sempre per il bene dei bambini e delle bambine, degli adolescenti e dei giovani di tutto il mondo, in special modo quelli che ne hanno più bisogno, i più poveri e i più fragili.


        Il Bicentenario sarà anche un tempo in cui, come Famiglia Salesiana, continueremo, sull'esempio di Don Bosco, il nostro cammino verso le periferie fisiche e umane della società e dei giovani.


        Come già fu con Don Bosco, l'anno del Bicentenario che celebriamo, e il cammino successivo che dovremo percorrere, deve essere per tutti noi, Famiglia Salesiana, un tempo in cui apportare con grande umiltà quello che fa parte della nostra essenza carismatica: il nostro impegno a leggere le realtà sociali, soprattutto quelle giovanili, che oggi ci coinvolgono; il nostro impegno, con intenzioni chiare, a favore dei giovani emarginati o che sono a rischio di esserlo; la nostra fede e piena fiducia in loro, in ogni ragazzo e ragazza, nelle loro possibilità e capacità; la nostra certezza della bontà dei loro cuori, qualunque sia stato il loro passato, facendo conoscere l'opportunità che hanno di essere proprietari e protagonisti dei loro sogni, stando loro accanto se ce lo permettono, per poterne sviluppare al massimo i talenti, la loro vocazione pienamente umana e cristiana.


        Infine, questo Bicentenario deve essere anche il ricordo di tante donne e uomini che hanno partecipato con grande passione a questo progetto, incominciato da Dio in Don Bosco, in modo eroico, anche dando la vita per questo ideale, in condizioni pure difficili ed estreme tipiche di alcuni paesi del mondo, e per questo sono un trionfo, un'estimabile tesoro che solo Dio sa quanto vale veramente.


        Con queste convinzioni, ci sentiamo più animati non solo ad ammirare Don Bosco, non solo a percepire l'attualità di questa grandissima figura, ma anche a sentire con grande forza l'irrinunciabile impegno a IMITARE colui che, da queste colline, arrivò fino alla periferia di Valdocco, e anche alla periferia rurale di Mornese, per ampliare con sé e con altre persone quel desiderio di ricerca del bene dei giovani e perché ognuno di quei ragazzi e ragazze potesse essere felice ora e per l'Eternità.


        Da questa collina dei Becchi dichiariamo dunque aperto l'anno della Celebrazione del Bicentenario della Nascita di Don Bosco.
Che Don Bosco, dal Cielo, ci benedica e ci doni la grazia di rendere concreto il nostro impegno per la gioventù e faccia in modo che questo nostro sogno sia realtà.
BUON BICENTENARIO A TUTTI.

 

 

 

 

 

BICENTENARIO DELLA NASCITA DI DON BOSCO
OMELIA DELLA CELEBRAZIONE AL COLLE DON BOSCO
Il Rettor Maggiore
16 Agosto 2014

Eccellentissimo Monsignore
Eccellentissimo Signor Sindaco
Miei carissimi fratelli salesiani, mie carissime sorelle salesiane, cari cooperatori e cooperatrici salesiane, cara Famiglia Salesiana tutta, miei cari giovani, cari amici e amiche qui presenti:

Siate tutti i benvenuti a questa celebrazione di festa, di allegria, nel giorno in cui diamo inizio al Bicentenario della nascita, su questa stessa collina, di Giovanni Bosco, del nostro Don Bosco, proclamato "Padre e Maestro della Gioventù" da Sua Santità Giovanni Paolo II (oggi San Giovanni Paolo II) nell'anno centenario della sua morte.

Con le parole che tra poco esprimerò non voglio far altro che dare una voce in più a quello che poi diventerà il nostro atto di preghiera, la nostra preghiera in questa giornata, che la stessa liturgia odierna ci propone come un canto di gratitudine e ringraziamento al "Dio grande e misericordioso" per "aver suscitato nella Chiesa San Giovanni Bosco come amico, fratello e padre della gioventù", proprio come proclameremo nel prefazio dell'Eucaristia.

Un Don Bosco che con il suo carisma sentiamo come regalo del Padre alla Chiesa e al Mondo. Un Don Bosco che si è andato formando nel tempo, da quando stava in braccio a mamma Margherita, poi mediante l'amicizia con dei buoni maestri di vita, via via modellando il proprio cuore di Buon Pastore, imitando il Gesù Buon Maestro, nella vita quotidiana passata in mezzo ai giovani.

Quel ragazzo, Giovanni Bosco, cresciuto sulle colline dei Becchi, aveva sentito nel profondo del suo cuore che la sua vita non sarebbe trascorsa solamente tra i filari, le vigne, il fieno dei campi, quando c'erano tanti bambini e giovani che erano come pecore senza pastore. Quel ragazzo, Giovanni, ben presto ebbe una Maestra per tutta la vita, una Signora, la Madonna, che lo avrebbe accompagnato, illuminato, condotto, fino a far sentire all'anziano Don Bosco, ormai consumato, che la sua vita doveva essere spesa fino all'ultimo grammo di forza, e che Lei avrebbe reso tutto possibile.

Quel ragazzo, Giovanni, ebbe pure al suo fianco una madre che con generosità, con rinuncia ai battiti del proprio cuore, con una stupenda complicità madre-figlio, fece tutto il possibile affinché questo figlio tanto amato, sul quale vedeva che Dio aveva già posto il suo sguardo, non rimanesse tra il fieno e quei pochi animali che la famiglia possedeva. Quella stessa mamma, che quando la vita le diede la possibilità di godere delle gioie d'essere nonna, e vedere tramontare il sole ai Becchi, non ebbe dubbi, guardando il Crocefisso, di lasciare la propria casa per essere madre dei "birichini" di Don Bosco, fino al suo ultimo respiro.

Un Don Bosco forgiato in questo modo è quello che come "padre e maestro della gioventù" (preghiera della colletta) è un segno della Provvidenza di Dio che, "ispirando ogni buon proposito" (benedizione solenne) non permette mai che nella sua Chiesa vengano a mancare uomini e donne che attualizzano il Vangelo e il Mistero dell'Incarnazione.

Docile a quest'azione dello Spirito, Don Bosco cercò e accolse ogni ragazzo che non aveva un focolare, una casa, un padre o una madre. Tra quei suoi stessi giovani invitò i più generosi a diventare collaboratori della sua opera, dando così origine alla Società di San Francesco di Sales; insieme a Maria Domenica Mazzarello fondò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice; con dei buoni cristiani laici, uomini e donne, costituì l'Associazione dei Cooperatori Salesiani per consolidare e sostenere quel progetto di Dio a favore dei giovani, anticipando così le nuove forme di apostolato nella Chiesa, fino ad arrivare, per mezzo dell'azione dello stesso Spirito Santo, a questa realtà che è oggi la Famiglia Salesiana nella Chiesa e nel Mondo, un grande albero le cui radici si estendono in tutte le parti della terra, essendo motivo di speranza, di profonda umanità e di salvezza per molti ragazzi, ragazze, giovani e gente del popolo di Dio.

Don Bosco fa della frase "Dammi le persone, i beni prendili per te" (Genesi 14,21), la sua massima di vita "Da mihi animas, cetera tolle", con uno stile educativo e una prassi pastorale basata sulla ragione, la religione e l'amorevolezza. Questo sarà il suo "Sistema Preventivo". Portava i giovani a una maturazione umana, all'incontro con Cristo, all'educazione nella fede, alla celebrazione dei sacramenti, al vivere profondamente la propria condizione di giovani capaci di impiegare le proprie migliori energie in campo professionale e all'interno della società civile, così come nel servizio al prossimo.

La sua "unione con Dio" e la sua incessante fiducia in Maria Ausiliatrice, che sentiva come ispiratrice e sostenitrice di tutta la sua opera, gli hanno sempre dato la forza per un'incessante donazione di se stesso nel lavoro a favore dei suoi giovani, cercando solamente il loro bene, la loro felicità, qui e per l'Eternità.

Il nostro Dio, proprio come aveva annunciato il profeta Ezechiele (Ez 34,11), fece di Don Bosco un pastore per i giovani, un pastore che li avrebbe condotti ai buoni pascoli, (i pascoli di crescita come veri uomini e donne, come figli di Dio). Fu per ognuno di quei giovani un pastore e il Signore fu per tutti il loro Dio e loro il suo gregge, come si legge nell'oracolo del profeta.

Allo stesso modo Cristo Signore, il Buon Pastore, continua a far sentire la propria presenza salvifica nella Chiesa suscitando pastori con il suo stesso buon cuore, cui affida il suo gregge, ed è per questo che la celebrazione di questo Bicentenario non è solo contemplazione e ammirazione della figura di Don Bosco, ma è anche imitazione e impegno di vita per tutti noi qui presenti ora, che ci impegniamo ad assumerci l'eredità che Don Bosco stesso ci ha lasciata. Il Bicentenario è una bellissima opportunità, e allo stesso tempo una sfida, per vivere con passione educativa ed apostolica la presenza tra i ragazzi e le ragazze del mondo, riconoscendo nelle loro vite il dono di Dio per noi e l'azione dello Spirito in ognuno di loro, condividendone i sogni, le aspettative, i desideri e i problemi, e aiutandoli a sperimentare che come educatori, fratelli, sorelle, siamo disponibili a stare sempre al loro fianco nel cammino della vita perché, proprio come Don Bosco, anche noi vogliamo che siano felici ora e per l'Eternità. Amen.

 

Fonte: sdb.org

 

News

- 28 - 29 Ottobre inaugurazione Bicentenario al Redentore 

Mercoledì 29 ottobre 2014, ore 19,00 - Chiesa Redentore, 
Beato don Michele Rua 
1° Successore di don Bosco e Fondatore dell'opera salesiana Redentore di Bari


SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
Presiede
Francesco CACUCCI, Arcivescovo di Bari-Bitonto

 

Martedì 28 ottobre 2014, ore 19.00
Salone S. Giuseppe (Istituto Redentore)

 

TAVOLA ROTONDA
"Come Don Bosco, educhiamo alla legalità"


Intervengono:
Antonio Nunziante, Prefetto della Città di Bari: 
"La situazione sociale del contesto giovanile in città"

 

Stefano Martoglio, Consigliere Generale per l'Area Salesiana Mediterranea:
"Come ha fatto e come farebbe D. Bosco oggi"

 

Antonio Palmese, Referente "Libera" Campania e Vicario episcopale di Napoli per la Carità e Pastorale Sociale:
"Le dimensioni della legalità nel nostro contesto: testimonianze"

 

Giuseppe Morante, pedagogista: 
"Le alleanze educative possibili" -


Segue dibattito

 

Modera
Giuseppe Ruppi, giornalista

 

Saluti
Mario Sangiovanni, Direttore-Parroco Redentore Salesiani Bari

 

Videoclip "Giovani e legalità nel quartiere Libertà"
a cura del Gruppo Comunicazioni Sociali Oratorio Redentore

 

Intermezzi musicali e canti 
a cura del Gruppo canto dB


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- Lunedì 13 Ottobre apertura bicentenario a Napoli, Teatro San Carlo 

 

Venerdì 29 Agosto - Ore 18,00 Chiesa di San Giuseppe Via Medina Napoli - Celebrazione di apertura del bicentenario per le CEP

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